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Poesie su tempo e memoria - Roberto Casati – Poeta

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Il tempo non è soltanto una linea che si distende: è materia viva, si piega ai ricordi, resiste all’oblio. La memoria non conserva: rielabora, sceglie, inventa una fedeltà possibile. Tra questi poli, la poesia prova a tracciare una mappa: misura la durata in sillabe, tenta accordi tra identità e mutamento, rinuncia alla cronaca per interrogare la persistenza. In queste pagine, il tema di tempo e memoria si presenta come una piccola costellazione: frammenti, accensioni, ritorni.

Non c’è nostalgia senza ferita, né futuro senza archivi minimi. Il pensiero si affida alla voce e alla pausa: ciò che avanza, ciò che resta in filigrana. L’esperienza diventa ritmo, e il ritmo, a sua volta, una forma di durata. Che cosa ricordiamo, davvero? Forse il timbro, un dettaglio, il margine di un gesto. Il resto è mare in movimento.
1) Stanotte sul mare — 2016, da «Carte di viaggio»
Nel cielo di stanotte
sul mare
non c'è più tempo per le parole
e tutto quello che rimane
è silenzio.

2) Scivolano lentamente — 2020, da «Appunti e carte ritrovate»
Scivolano lentamente
i passi sulle ipotesi della notte,
nel gioco estremo
di profondità disattese.
Mentre oltre il limite
lo sguardo dagli occhi
si avvicina al silenzio.
Non avendo più alcuna possibilità di fuga.

3) Movimenti di nuvole dalla linea di confine — 2024, da «Come armonie disattese»
Movimenti di nuvole dalla linea di confine  
spezzano lo sguardo  
oltre il limite dei gabbiani.
Da lontano bagliori di nebbia
bucano il velo  
con un impertinente guardare.
Dietro la casa antica
il gelso saluta il sole
con un abbraccio luccicante di brina.

4) L'attimo dei silenzi — 1999, da «In navigazione per Capo Horn»
È il vento a correggere
il percorso segreto degli sguardi nella notte,
oltre la marea, fino a circondare
ciò che resta della luna.
Invadendo l'attimo dei silenzi,
costringendo alla resa la fragilità dell'amore.
Adesso che le nuvole si spostano più velocemente,
in questo cielo strappato ai margini del tempo.

5) Ci sono stati giorni — 1988, da «Coincidenze Massime»
... Ci sono stati giorni
Senza questo amore
Ma ora che ti tengo fra le dita
Non vorrei mai lasciarti
Andare via
Sei nei miei pensieri oggi
Che divento più vecchio di un anno
Non lasciarmi solo sulla strada
Che porta verso il fiume
Sei nei miei pensieri e ti amo.

6) Ti guardo — 2024, da «Come armonie disattese»
Ti guardo  
circondare la notte
di scontate ipotesi,
incontrando il silenzio  
sulla rotta nascosta.
Parole abbandonate
confondono, mentre insiste
un incompiuto percorso,
abbraccio insospettabile  
di lampare in assenza di luna.

7) L'orgoglio di amarti — 2016, da «Carte di viaggio»
La tua mano stretta nella mia
corregge il tempo sulla linea dei percorsi,
rubando gli sguardi
mentre la tua bellezza diventa così evidente.
Come un lampo di seduzione,
con l’orgoglio di amarti,
di avere le tue labbra ancora sulle mie,
per un bacio
che ha il sapore vero dell’amore.
"La fascinazione lunare e femminile acquista particolare rilievo nel viaggio notturno di Roberto Casati che si svolge sotto il segno della donna e degli incantamenti che il suo volto terrestre e siderale riesce a tessere lungo le rotte ipotetiche del senso" - Silvano Demarchi

"Apriamo allora con Casati, il ventaglio che smuove le arie dal canto di Prèvert al controcanto di Pavese e abitiamo
quel luogo d'amore ... con un gesto di stupore" - Alberto Cappi

"La Sua navigazione è l’allegoria del viaggio nell’amore straordinariamente rievocato, descritto, contemplato, con superiore eleganza e la gioia dell’ironia e del piacere. Con il suo libro ritrovo la verità e la vita della poesia." - Giorgio Bárberi Squarotti

"L’anafora insinua nella trasparenza del linguaggio il sospetto di un’inquietudine, un’ombra che può trasformare l’offerta amorosa in ossessione della mancanza, in angoscia della perdita. Casati non teme nemmeno la rima tra cuore e amore, famigerata coppia del repertorio canzonettistico, ma lo fa in modo da farci sentire la possibilità di improvvisi, incolmabili abissi." - Roberto Carifi
Invito alla lettura e al dialogo
Se questi testi hanno risuonato, scrivimi: lettori, curatori, insegnanti, circoli di poesia. Sarà un piacere proseguire la conversazione e valutare letture pubbliche o progetti editoriali.
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