Trent'anni di poesie ritrovate nel cassetto
Può succedere a volte che presi dalla noia del lockdown, nelle giornate interminabili a casa propria, si inizi a frugare nei propri cassetti. E che, quando si è poeti di lungo corso, si riscoprano manoscritti di parole pensieri e frasi che coprono trent'anni di esistenza. Nasce da qui "Appunti e carte ritrovate" (Guido Milano Editore), la raccolta pubblicata nel tardo autunno 2020 dal vigevanese Roberto Casati (nella foto). Uno stile intimista, breve (nessuna poesia è lunga più di una pagina), che rimarca il senso della ricerca poetica che si racchiude tutta nel "viaggio". Viaggio che è soprattutto interno, viaggio dell'anima nell'anima, fatto di emozioni, carezze e segreti tutti da svelare alla donna amata. «A marzo e ad aprile dello scorso anno - aggiunge l'autore - una situazione così strana, differente, ha colpito profondamente la nostra anima e mi ha spinto a fermarmi. Fermandomi è stato semplice, più semplice del solito, riprendere i pensieri, le parole, renderle ancora più profondamente grezze, forti da colpire il cuore. Alla richiesta dell'editore di eventuale materiale da pubblicare, inizialmente ho risposto no, come era normale negli ultimi anni, ma poi ho accettato la sfida e il libro è stato pronto all'inizio dell'estate». Leggendolo si ca-
pisce anche l'evoluzione dello stile: dall'afflato giovanile del "viaggio", di una poesia quasi prosa alla Cesare Pavese con testi lunghi, che ha portato ad "Amore e disamore" del 1984 con recensioni positive, a un sentimento molto più metafisico. Solcare i sette mari, sapendo che la donna amata è li da qualche parte. «Il mio lavoro nell'informatica - conclude Casati, classe 1958 - mi ha portato negli ultimi 43 anni ad occuparmi di cose molto poco fantasiose molto inquadrate come la programmazione di applicazioni gestionali aziendali. Eppure nell'anima ho sempre avuto la necessità della poesia».
La prefazione ad "Appunti e carte ritrovate" è a cura di Nazario Pardini.
d.m.
