Roberto Casati legge Epiloghi di Evaristo Seghetta
Pubblicato da Evaristo Seghetta in Libri di altri autori · Sabato 27 Giu 2026 · 3 minuti
Tags: Recensioni
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EVARISTO SEGHETTA ANDREOLI, Epiloghi, Interno Poesia, 2025, pp. 112, € 15,00.
Caro Evaristo,
da tanto tempo ho acquistato e letto la tua ultima raccolta, riproponendomi di scriverne. Poi non ho mai trovato il taglio corretto d dare al mio testo, così tutto è rimasto nel cassetto delle idee.
Stamattina, poco dopo l’alba per sfruttare il momento più fresco per il giro lungo giornaliero con Mango (il pointer inglese di mia figlia), camminando sulla pedonabile che da Civitanova Alta porta al mare, improvvisamente mi sono tornate in mentre le poesie di Epiloghi. Così ho deciso di darti questa mia breve lettura.
Parto proprio dal titolo che hai dato a questo libro, che sembra far pensare a un libro definitivo, ad un’opera ultima, alla conclusione di un percorso che ti ha accompagnato negli anni. Ma la poesia, di per sé stessa, è un percorso circolare durante il quale ci possono essere punti di riferimento, aree di sosta, in cui ogni meta raggiunta è un altrettanto punto di ripartenza.
Umanamente, la conclusione della tua attività lavorativa e l’età, del resto non molto distante dalla mia, regalano momenti in cui la memoria riepiloga tutto ciò che è stato. Ancora più facilmente questo si verifica quando, come nel tuo caso, si ritorna dopo tanto girare, al punto di partenza, al luogo che ci ha generato e cresciuti.
Epiloghi, almeno in parte, può essere considerato una antologia di personaggi di un paese che scompare, e davvero questo sarà un epilogo. Sono storie che appartenevano, in parte ancora appartengono, ad una terra che nella forma che abbiamo conosciuto non ci sopravviverà.
La scrittura documenta e celebra, ma non c’è alcuna nostalgia o rimpianto nelle tue parole.
È un ritorno alle radici, senza la necessità di trovarne rifugio. Gli elementi naturali, la scansione delle stagioni nella lettura di Epiloghi, mi hanno accompagnato ed in molti casi acquietato il cuore, realizzando un percorso che pur essendo il tuo particolare appartiene certamente a chiunque sia nato nella seconda metà del novecento.
Concludo riferendomi in particolare a due testi. Il primo della raccolta che apre la sezione “Al riparo dal vento maestrale” e l’ultimo che chiude la sezione “Le stelle non sono lì per caso”.
In Sulla poesia prendi spunto da una giornata di brutto tempo che ti costringe a stare “in disparte, / al riparo dal vento maestrale” per parlare del senso che ha la poesia, “che sa solo di vento / d’una inconsistenza che comunque / scuote delicatamente le foglie”. È proprio così, la tua è una poesia onesta, che dice senza inventare, senza strepitare, senza nessuna pretesa che non sia arrivare “all’essenza estrema, al tronco contorto / che ormai di certo trema, così spoglio”.
In Capitoli chiusi racconti di una vita che “è tutta qui nel peso delle pagine/ …un incanto, / un’emozione procedere in questo / viaggio che sembrava senza fine”. Certo il tempo che ci sarà ancora dato di vivere sarà solo una parte, speriamo non troppo minima, del già vissuto. Ma sono certo che se riguardo ad Epiloghi “…non ci sono più / pagine da sfogliare” troverai comunque le parole e il desiderio per scrivere altri capitoli, altre pagine ed aggiornare così la “biografia in quarta di copertina”.
tuo Roberto
Civitanova Marche, 27 giugno 2026
