Recensione a Come armonie disattese di Maria Antonella D'Agostino
Come armonie disattese di Roberto Casati
Leggendo la silloge “Come armonie disattese” di Roberto Casati si ha la sensazione di sfogliare pagine di carta velina, fragili e delicate, quasi del tutto trasparenti, eppure preziose, proprio come i versi che la compongono.
Fragilità è forse la parola più ricorrente, seguita dal silenzio, dal buio della notte, dal gioco intrigante degli sguardi, dalle carezze, dal respiro, dal tempo, dal mare, dalla nudità. Roberto Casati adora queste parole e le usa e riusa fino quasi a consumarle, eppure senza stancare mai. Ma sopra tutte domina la fragilità, chiave di lettura, potremmo dire, dell’intera silloge. Fragile è perfino la luna; perfino un grido può essere fragile e perfino la parola. Immaginiamo quanto possa esserlo l’amore – carnale e non – che è il tema dominante della silloge.
Con delicatezza, nostalgia, a volte rimpianto, desiderio e passione Roberto Casati percorre il tema dell’amore nelle diverse epoche della vita, senza tralasciare quello dell’età matura, prendendo anzi consapevolezza dei cambiamenti in relazione all’età, eppure con la stessa voglia di rivivere ancora l’emozione “sfidando il freddo di una primavera che … tarda ad arrivare”.
La nostalgia emerge come una costante collegata all’amore, al passato, agli affetti familiari (bellissimi e profondi i versi dedicati alla madre), ma il fuoco cova ancora sotto la cenere, come il desiderio di sentirsi vivo, di rivivere le emozioni del passato. E le ortensie, e le rose, e il mare – tanto per citare alcuni elementi ricorrenti – lo aiutano a percorrere questo suo viaggio interiore.
La silloge, divisa in capitoli, non presenta titoli per le singole poesie: un asterisco al posto del titolo ci suggerisce che non c’è bisogno di anticipazioni se si scrivono flash di vita, di emozioni giorno dopo giorno. Tutto quello che c’è da sapere è lì nei versi e non occorrono orpelli.
Leggere i versi di Casati dà la sensazione che medesimi momenti abbiano ispirato diverse poesie: ogni poesia sembra non esaurire mai completamente la descrizione dell’attimo fermato sul foglio, come se i versi di un singolo componimento non siano mai sufficienti a completare la descrizione di tutte le vibrazioni dell’emozione. E così il poeta riprende il suo percorso con nuove parole, nuove specifiche, quasi a voler vivisezionare il sentimento, a non volerne far perdere nemmeno una goccia. La necessità di esprimersi urge non in un solo istante ma finché sopravvive nell’anima del poeta.
Non mancano le poesie dedicate a personaggi e momenti storici delicati - come per Masha Amini o in commemorazione della strage di Bologna del 1980, o in relazione alle invasioni russe in Ucraina e ancora per l’alluvione in Emilia Romagna, per Giulia Tramontano, e quelle dedicate ai grandi poeti. Ma anche queste non sono, alla fine, l’espressione di una forma d’amore?
Maria Antonella D’Agostino
