Recensione a Come armonie disattese
Pubblicato da Carla Battistini in Come armonie disattese · Giovedì 10 Lug 2025 · 2:15
Tags: Recensioni
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Come armonie disattese di Roberto Casati
di Carla Battistini
Gent.mo Casati,
la raccolta Come armonie disattese che ho avuto il piacere di leggere in occasione della XV Edizione del Premio Internazionale di Poesia Danilo Masini, si è rivelata fin dall’inizio una silloge caratterizzata da un ritmo interiore che guida il lettore e rende riconoscibili i testi che si susseguono, privi di titolo, nelle quattro sezioni Ho rubato i tuoi occhi, Corrotti sguardi, Rose nel vento, Scivola il tempo della luna, in cui è divisa la raccolta.
Nella prima sezione dal titolo Ho rubato i tuoi occhi si intesse una trama precisa in cui il tema guida l’amore, viene declinato nelle sue sfumature dalla sfera coniugale, agli affetti familiari, il sentimento si delinea e si definisce così come una colonna portante della vita di Casati.
Nella sezione successiva Corrotti sguardi l’attenzione si pone sul quotidiano, sui fatti, talvolta di cronaca nera, che sembrano squarciare l’equilibrio del canto d’amore della sezione precedente, siamo spettatori di una frattura in cui il sentimento di dolore prende campo, il ritmo si fa più lento, più cupo, ma non si raggiunge mai l’urlo dell’animo, il tono si mantiene basso, quasi un sussurro soprattutto nelle liriche dedicate alle donne vittime di violenza.
L’equilibrio compositivo ritorna nella sezione successiva Rose nel vento, dove il tema del ricordo si lega agli affetti antichi ad un passato che si carica di nostalgia e di valori scoperti e ritrovati.
Nell’ultima sezione Scivola il tempo della luna il paesaggio si definisce come secondo elemento fondante della poetica di Casati, la poesia Vale la pena, che apre questa ultima sezione, dedicata a Cesare Pavese riporta il narrato poetico in una dimensione di lirismo assoluto, creato dalle immagini di un paesaggio che prende forma nell’alternanza dei versi. Paesaggio naturale e interiore, anelito spirituale e panico in una dimensione lirico/onirica ove la natura non è sfondo ma essenza.
Leggendo i componimenti della raccolta ho ritrovato così quel canto antico, quel naturale poetare, senza forzature, senza incastri ritmici di parole baroccheggianti, che rende la poesia di Casati fruibile e immediata, una poesia che ci accoglie e ci fa partecipi di un sentire lirico che solo la poesia, poesia non meditata o mediata, ci sa regalare.
