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Recensione a Come armonie disattese

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Recensione a Come armonie disattese

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Rosanna Valentina Lo Bello in Come armonie disattese · Domenica 17 Nov 2024 · Tempo di lettura 5:15
Tags: Recensioni
ROSANNA VALENTINA LO BELLO legge
Roberto Casati: “Come armonie disattese”

Noi siamo ciò che scriviamo.
Noi leggiamo ciò che "sentiamo".
Delle quattro parti in cui è suddiviso questo libro io ho colto e "sentito" in maniera unitaria il filo legato al sentimento amoroso in tutti gli aspetti che lo contraddistinguono e che il poeta Roberto Casati ha esplicato tramite la sua scrittura poetica.
Sin dalla prima poesia che il libro ci offre si entra subito nella linea del tempo concepita come un elastico teso che può far male se lasciato andare e colpire effetto fionda.
Si percepisce il rimuginio amoroso che ha il suo senso nel non essere sensato. È una poesia in movimento non solo temporale ma anche nel piacere sottile del contrasto che gioca con le parole con un sottofondo ironico. In questo susseguirsi di ieri, oggi, giorno e notte si intravede il tormento amoroso forse non corrisposto con tratto velatamente ossessivo.
L' attesa è presenza e incombe sul foglio, sul verso, sulla parola. Nel movimento di un prima e un dopo ecco che la poesia diventa scatto fotografico in un click ben delineato dal bianco e nero. Minimale e ben definito da ciò che l'autore sente e desidera vedere noi lettori abbandonati a questo suo sentire. Il viaggio c'è è vero e ha tante fermate non solo geografiche territoriali. C'è un uomo, che qui è il poeta, che ha una consapevolezza disarmante su ciò che vive e che ha vissuto scrivendone in versi per far sì che noi leggessimo o scrivessimo di lui, del suo libro come io sto facendo. L' ho ascoltato durante una sua presentazione, poi l'ho letto con minuziosa attenzione e più volte ho avuto l'esigenza di fermarmi per "digerire" con riflessione alcuni versi, quelli apparentemente più leggeri e non per questo meno profondi. Un libro che attrae, che attira anche nei suoi passaggi geometrici: linee, limiti, confini, angoli, cerchi.
Cerchi? Cosa cerchi?
Pag.17
Erano stanche illusioni
a circondarmi il cuore nell’ultima giovinezza,
nel sole stanco appeso sul mare di Ostia,
in domeniche completamente vissute,
attimo dopo attimo,
cercandoti un bacio.

Fa tenerezza percepire questo amore cercato nella consapevolezza della incertezza sul futuro. La friabilità del vivere che diventa sentimento vero e nudo - lui, il poeta, ce lo offre su piatto d'argento. È uno scrivere contorto che rende nello stesso tempo semplice il concetto ed è affascinante vedere come nel movimento lui scrive e blocca l'attimo di ciò che accade. Sembra una scrittura fotografica che scorre su un rullino in bianco e nero  con velocità  diverse.
Pag.22
Guardo il tempo spettinarti,
circondando il tuo profilo
di baci e carezze,
strappando alla radice
i più stanchi pensieri.

Fa capolino un'indiscutibile vena romantica che sottolinea il dolore della mancanza, dell'assenza di una LEI talmente assente che diventa percebile di presenza. È nella notte che la poesia diventa più pesante e diretta e arriva come uno spintone alle spalle. D’impatto un pugno al cuore.
Pag.26
Percorsi notturni
scivolano sfogliando petali di rosa,
gonfiando di vento le maree.

Arrivando ad anticipare
l’angolo dell’enigma svelato.

Discorso lasciato oltre le remore  
di un cielo senza più luna.

Poi muta e diventa tanto leggera quanto stanca sfumando nella fragilità di un buio che lascia sempre un'apertura di luce da raggiungere. Si può  parlare di un pessimismo fortemente positivo?
Il viaggio continua dentro questo libro che diventa via via sempre più denso di stimoli riflessivi che mi portano a fermarmi qualche giorno...
Sento questa poetica come uno strappo che fa male e lascia il segno. Mi sembra di camminare sopra un filo dove tutto si muove verso il pensiero di una fine irrecuperabile di un amore dentro un pozzo di continue attese stancanti e nello stesso tempo così colme di desiderio. In questo fluire di movimenti interiori ed esteriori la pesantezza emotiva della mancanza si sposa con la leggerezza del desiderio e del ricordo e fissa la felicità come attimo dove il poeta si sente vivo e non sogna. Nella scrittura noto il folto uso di avverbi e verbi di movimento che scandiscono i versi qui e là, su e giù nel tempo e provo un piacere tanto sottile quanto poetico nel "sentire" sempre questo senso di momento che svanisce nel ricordo di ciò che è già svanito e rincorso con forte e a volte languido desiderio.
Pag.42
Mentre giri l’angolo  
quello che rimane è silenzio  
in fuga  
dal lamento  
di un ultimo tango.

Tutto questo movimento in tutti i sensi crea un tempo continuo. Un continuo tempo. Tanto è la mancanza forte quanto è il pensiero nel pensarla. È un amore desolato se pur vivo quello che il poeta fa camminare con varie andature in questi versi lenti, veloci, che corrono, saltano, si fermano ripartono in avanti, all'indietro, girano e mai toccano la parola delusione. Percepisco un raziocinio del poeta che incontra e scontra il suo cuore nella ricostituzione del sé  amoroso dove la sua poesia diventa più cruda più nuda più  ferma più uditiva e mette in evidenza la capacità  di personalizzare gli oggetti, i sentimenti con un linguaggio scritto molto interessante.
Pag.47
Quello che resta  
è il grido sfuggito all’assenza
delle cicale innamorate al sole
è il non riconoscere la distanza  
il movimento lento  
senza ombra delle vele
tracce che incrociano il tuo venire
mentre il vento sale  
segnando di vita accesa  
le nostre ultime disattente parole.

Queste continue notti dove le cose parlano pensano, dicono. Dove a un certo punto i rumori diventano più forti dei movimenti. Questo amore così desiderato, così mancante, così finito.
Ringrazio il poeta per aver donato una parte profonda di sè stesso con la semplicità di chi ha un'anima sensibile nella sua complessità.

Rosanna Valentina Lo Bello



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