Recensione a Come armonie disattese
Pubblicato da Evaristo Seghetta in Come armonie disattese · Martedì 10 Set 2024 · 1:30
Tags: Recensioni
Tags: Recensioni
Ciao Roberto, ho letto la tua raccolta “Come armonie disattese”,
libro corposo ma non “oneroso”, anzi per lunghi tratti un inno alla leggiadria, alla bellezza fragile, eterea e inafferrabile.
Un inno alla vita e soprattutto all’amore, sentimento che impregna radicalmente quantomeno la prima parte dell’opera. Il poeta è lì in disparte, attore in penombra, che si fa interprete di quanto accade nella scena spesso senza tempo ma con i confini ben delineati del mare, del sole e della notte.
Le figure o la figura femminile che, nella sua centralità, riceve una devozione metafisica, “un angiol venuto in terra a miracol mostrare” e nel contempo attira nella sua non troppo sfumata carnalità.
Poesia degli sguardi, dei pensieri che si fanno parola dopo l’arduo sforzo della definizione, della nominazione, del la ricerca di un lessico il più appropriato per tradurre tutta la potenza che è nel petto.
Poesia dei fiori, della sabbia, delle ore diurne e notturne, poesia del vento come soffio di vita, sinonimo del divenire, per andare e andare, ma già, andare dove?
La malinconia della fine che inghiotte tutto è onnipresente, è il rovescio di tanta bellezza e tanto amore.
Il vento, il tuo vento, il vento degli uomini travolge la natura con irruenza e delicatezza, spazza via estati marine e sogni appena abbozzati, forse qualcosa resisterà e sarà più candida delle vele, la poesia di questi versi.
Evaristo Seghetta
