Poesie inedite - Il Sarto di Ulm
*
Vale la pena
tornare indietro magari più vecchio,
superare la stanchezza e il freddo
e tornare oggi che nessuno ti pensa,
fermarsi all’osteria
a scaldare il corpo e l’anima,
fino a che sarà urlo il segreto d’amore
che infine ti trapasserà il cuore.
*
I tuoi occhi tra cielo e mare,
su linee tracciate da percorsi
che a prima mattina
raccolgono passi, lentamente
disegnati sulla tua mano
con un inchiostro fragile,
sfidano la stanchezza
di troppo antichi sguardi.
La notte vista da qui
è un gioco di ombre
travolte sulla spiaggia,
dove i miei pensieri
diventano ipotesi rubate,
parole non dette
che da troppo tempo
gridano nella notte invernale.
*
Movimenti di nuvole dalla linea di confine
spezzano lo sguardo
oltre il limite dei gabbiani.
Da lontano bagliori di nebbia
bucano il velo
con un impertinente guardare.
Dietro la casa antica
il gelso saluta il sole
con un abbraccio luccicante di brina.
*
Vagano parole nell’ultima notte,
disarticolando ciò che resta
nell’ombra profumata di mare,
segnando con il dito
il ritrovato percorso.
Alla sera solo passi
abbandonati sulla rena,
sulla pelle la fragilità di un grido,
nell’attimo che l’oceano spegne
la linea bianca del vento.
Anima sterminata
che svela segreti.
*
Parole in fuga
dal libro della memoria,
anticipano frasi disattese,
pagine abbandonate
nell’inutile corsa
verso altri sguardi.
Vorrei averti qui,
a difendermi dal vento
che ancora strappa le vele,
disancorando lo sguardo
dentro gli ultimi
sciolti nodi.
*
Se grandina a primavera
ardono rose ed ortensie,
sciolgono amnesie
in anguste dimostrazioni d’affetto,
attraversando labili grida
in fondo al nero inevitabile
dove brucerà la terra.
*
Questo inverno di sole
avvolge il bagliore
pallido delle nebbie,
bruciando ancora più forte sulla pelle.
In anticipo sui silenzi di ieri
accarezzo gambe svelate la notte,
magia di passi lenti
persi nell’inseguire la luna.
Sei tu la ragazza
dei baci perduti,
il sogno mai scontato
di rivederti da lontano
entrare nel portone di casa mia.
