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Lievi fragilità delle nebbie - Fare voci

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Lievi fragilità delle nebbie - Fare voci

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Fare voci in Riviste e blog · Domenica 18 Feb 2024 · Tempo di lettura 2:15
Tags: Riviste
*
Si muovono leggere
sfiorate su muri nascosti
sequenze di giorni
lasciando di quel che rimane
tracce di vento vago
innocente anticipo di fragile alterazione.

Le tue mani sulle discendenze
raccolgono i frutti
di una stagione ribaltata
acini d’uva all’ultima fermata
sguardi di bimbi
in semplice adorazione.

Sono i tuoi occhi
terminale visibile del cuore
a raccogliere l’invito
a capire quando sto in silenzio
ciò che resta
di questa stanca stagione.
*
Apro la mano
e accolgo sguardi
da una vista distante
seduta su gentili parole
lievi fragilità delle nebbie.

Così nel perduto
cerco segnali
e definisco alternative
accarezzando l’anima
su percorsi già conosciuti.

Allora gioco gli ultimi denari
sulle restanti ipotesi
luoghi svelati senza incertezze
acini d’uva come orecchini
aggrappati al già sentito.

Ultimo sventato assalto
grido segreto
oltre l’abbandonato vedere dell’angolo.
*
Erano evidenti
i voli notturni della poiana
nascosti dietro le stanche nebbie
nel bosco aggrappato al Ticino
sguardo di luna sul tuo bianco seno.

Il silenzio strappava i vestiti
e agli angoli si muovevano
piccoli di cinghiale travolti
da ciò che restava dei nostri passi
tracce leggere sul prossimo sentiero.

Eri la donna straniera
(banale gioco di parole)
e con i tuoi diciassette anni
rimarcavi agli occhi la bellezza
nella notte della prima nevicata.

Istante lacerato
nel continuo disordine
oltre il punto di resa del tempo.

*
Il cielo appartiene al giorno
sguardo lacerato
nel continuo disordine
oltre la comprensione del vento.

Cuore caldo estorto
alle notti senza lucciole
fragili inquietudini in fuga
esclusiva sul prossimo viaggiare.

A breve verrà
la conquista del silenzio
come gioco privilegiato

stanco senso dell’anima

dove la tua bocca
è l’unico fragile non detto.

*
L’inutilità di cercarti
rispondeva come ombra alla notte
linea fragile
intravista correzione
tra attesa e delusione.

Perso nella musica
ti guardavo ballare
il colore dei capelli l’ho dimenticato
ma ricordo di aver giocato tanto
abbracciato ad un cuore che non era il mio.

Non avevo parole per trattenerti
raccolta in brevi attimi
la tua bellezza sfidava il vento
la canzone appena accesa
era ad ogni passo più lontana.

Abbandonata la mia mano
eri ormai oltre il giardino
dove le ortensie cercano il nuovo colore.


Roberto Casati è nato a Vigevano il 27 aprile 1958, dove tuttora abita.
Ha pubblicato le raccolte di poesie: Amore e disamore (Edizioni Lo Faro Roma - 1984), Roma e Alessandra (Edizioni Tracce Pescara - 1986), Coincidenze massime (Edizioni del Leone Spinea - 1988), Ipotesi di fuga (Edizioni del Leone Spinea - 1992), In navigazione per Capo-Horn (Edizioni del Leone Spinea - 1999), Carte di viaggio (Guido Miano Editore Milano - 2016), Appunti e carte ritrovate (Guido Miano Editore Milano - 2020).



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