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La chiave della vita

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La chiave della vita

Roberto Casati – Poeta
Pubblicato da Universum Basilicata in Antologie · Sabato 14 Giu 2025 · Tempo di lettura 3:15
Tags: Presentazioni
Roberto Casati  -  L’ANIMA DEL MONDO CHIAVE DELLA VITA
La ricerca della felicità è un viaggio alla scoperta di sguardi e tempi dell’anima del mondo.

*
Sfuggono evidenze dalla luna
silenzi di foglie
su rami nascosti
nell’andare mai stanco
dell’acqua nel fosso.

Oltre il grido della civetta
segreto è il sentire
e trattenuto lo sguardo
aggrappato
su labbra disegnate.

Reazioni all’ultima ombra
brillano negli occhi
lacrimano stelle provvisorie
sull’iris siberiano
respiro protetto dallo sbattere d’ali.

Sono stanche le mie braccia
profondo il segno
nelle tracce del temporale
gioco di specchi
arreso ormai al richiamo notturno
accarezza la complicità dell’anima.


*
I miei pensieri intrecciati come i tuoi capelli
incrociano le nuvole
e tracciano solitudini sulla spiaggia

fermi all’angolo
svoltano gli sguardi
e sulla linea dei fichi fugge la bimba

bastarda è la vita per un cane alla catena.

*
Incuriosito
dal vociare disordinato
vado oltre la soglia
dove l’odore d’erba tagliata di fresco
raccoglie lo sguardo fragile

il profumo acre dei gelsomini
protegge la nuova disattenzione
mentre entro nel fienile
spulciando tra l’erba
la rimanenza dei papaveri

in questo passo disattento
sei tu a circondarmi
di parole abbandonate
segno delle tue labbra
sul diario della giovinezza


*
Rimescolo le distanze
nello sguardo che scende al fiume

ritrovo l’abbraccio che lasciava graffi
e lastre di grandine tutt’intorno

il sole mi guarda disteso
a cercarti nella rabbia per le anime soffocate
per il passo lento degli elefanti
per il pesante andare dei carri armati verso la caserma

siamo figli di quelli che hanno perso il cuore
negli anni della guerra.


*
La pioggia batte sul vetro,
gioca sulla finestra chiusa
come un morso dolce sulle labbra,
preghiera di stanze vuote
senza il tuo profumo.
Ormai sono incolti i giardini,
a malapena riesco a decifrare
la scrittura antica sul foglio,
nel tempo incurante
che troppe volte sfugge all’attesa.
Non è facile
ospitare la tua ombra
nell’incanto del tempo perfetto.


*
Così avremo solo briciole
a segnare i percorsi
semplici carezze in questo
tempo regalato alle mani
che sfogliano parole in volo

tracce silenziose del corpo

ossa abbandonate in giardino
oltre il tardivo fiorire delle ortensie.


*
Seduto vicino a te
muovo le pedine
sulle tracce del cinghiale

incauta la presenza
della poiana nel giorno
lento l’andare
dei pesci in controluce

la parola inascoltata
raccoglie l’alito di vento

vaga tra le labbra senza nessuna paura.


*
Nel gioco di agosto
eravamo parole in fila
in attesa di comprensione

fino a diventare pesci
con casa dietro gli scogli

nella sequenza di sguardi
che protegge la spiaggia dalle mareggiate
e così dimentica
quel profumo di corallo e glicine

misurando l’attesa dal prossimo temporale
quando il vento ci porterà via.

*
Da sempre cerco la verità
in brevi dediche alla memoria
a tutto ciò che ricordo
e a tutto ciò che vorrei ricordare
se la mente non fosse corrotta

nello specchio leggo i vostri nomi
scorrendo con il dito la riga
leggo dai libri questa durata fragile
l’opportuno bagliore che svela
il prossimo colore delle ortensie

eppure è una selva di rovi quel che resta
senza più nulla da proteggere
nella notte che diventa giorno
nel vibrare che ricresce
sul ramo secco del gelso

così ti proteggerò a caro prezzo
quel che è stato rotto resterà brivido nella mano.


*
Si divide sul mare tra giorno e notte
l’accompagnare lento le opposte rive
si sciolgono fiori di ghiaccio
nel tepore fragile della primavera
tetti sfondati dalla caduta anticipata
di più di mille preziose lacrime

steso sul letto proteggi il suo cuore
l’ombra sottile di una perduta eclissi di luna.


*
Brucia il passo delle ombre
nel colore della prima fioritura
nell’accumularsi delle tracce
che raccolgono le coincidenze
quel terzo bacio rubato allo stanco sorriso
quando cresceva non vista la gioia

dall’argine guardavamo l’angolo imprevisto
l’acqua passava lenta sotto il ponte dietro casa.



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