Intervista di Patricia Luongo - Festival Pero Zivodraga Zivkovika
Intervista di Patricia Luongo a Roberto Casati (email patricialuongo712@gmail.com)
1 Lei è tra i poeti che hanno partecipato alla seconda edizione dell'antologia Precipitare nelle Stelle in occasione del Festival Pero Zivodraga Zivkovika. Quali le emozioni nel vedere le sue poesie tradotte in serbo croato?
È stata un’emozione grande, pensare che un proprio scritto riesca a varcare i confini della propria lingua e comunicare con chi utilizza un linguaggio differente è una soddisfazione non da poco. Innanzitutto il poeta viene letto e compreso da chi traduce il testo e poi il secondo passo si rivolge al lettore finale. Grande emozione e indiscussa soddisfazione.
2 Come ha conosciuto il Festival Pero Zivodraga Zivkovika?
Ho conosciuto il Festival tramite un invito di Emir Sokolovic, che aveva premiato la mia poesia facendo parte della Giuria del Premio “Città di Chiaramonte Gulfi” 2022.
3 Quando è nato il suo amore per la poesia?
Devo dire che la poesia mi è sempre stata nell’anima, dai 14-15 anni ho cominciato a leggere poesia e fatti i primi tentativi di scrittura. Ho continuato a scrivere e già prima della maggiore età ho scritto la mia prima raccolta con testi infarciti delle letture che accompagnavano le mie giornate in quegli anni, soprattutto Pablo Neruda e Cesare Pavese.
4 Qual è il poeta o scrittore che ama in modo particolare?
Sono diversi i poeti che mi piace leggere. Per primo sicuramente Paolo Ruffilli, grande poeta ed anche narratore e saggista. Con lui Direttore editoriale della Edizioni del Leone ho pubblicato tre raccolte tra il 1988 e il 1999. Mi piace il suo stile poetico, mi piace il suo modo di scavare le parole lasciando al lettore solo l’essenziale. Quindi Umberto Piersanti, il poeta della natura, con il quale partecipo a Civitanova Marche ad una Scuola di poesia, poi anche Antonio Spagnuolo e Ninnj Di Stefano, personaggi che hanno rappresentato la ricerca e la divulgazione poetica dagli anni ’70 a tutt’oggi. Tra i miei coetanei un autore che sento particolarmente vicino è Evaristo Seghetta Andreoli, riconosciuto costantemente dalla critica e premiato per ogni sua pubblicazione.
5 Qual è la scintilla che scaturisce in Lei per incontrare l'ispirazione per scrivere?
La scrittura poetica per me è un modo per esprimere tutto quello che sono, è il mio modo di rapportarmi con il mondo, con chi mi sta accanto, è l’essenza che raccoglie parole e le trasforma mettendoci dentro un soffio d’anima.
È un atto che partendo dall’ispirazione (uno sguardo, un evento, una frase letta, un sentimento che prende il sopravvento) richiede poi un rituale fatto di applicazione, lavoro di approfondimento, definizione, ricerca del verso e nel verso delle singole parole. A volte è anche fatica.
I temi che tratta la mia poesia sono sostanzialmente legati ad una introspezione dell’anima che si svela nei rapporti d’amore verso la sfera femminile, ed anche il rapporto con la propria storia familiare, alla ricerca delle proprie radici. Se vogliamo la possiamo definire una poesia minimalista, legata alle piccole emozioni dell’anima, ma al tempo stesso specchio delle grandi problematiche del mondo. In particolare negli ultimi anni il tema della libertà, della guerra e delle differenze tra il nord ed il sud dell’umanità.
6 Prossimi impegni letterari?
A maggio di quest’anno, a quarant’anni esatti dalla prima pubblicazione, è uscito il mio ultimo libro che sta raccogliendo letture favorevoli. A breve uscirà una nuova raccolta, frutto di un riconoscimento ricevuto dal Premio FaraExcelsior 2024. Nel contempo ho in programma diverse presentazioni del libro e sto lavorando su due diversi progetti che fra qualche anno potranno essere altrettante nuove pubblicazioni.
7 Un sogno letterario da realizzare?
Gli anni che stiamo vivendo stanno segnando un ritorno alla scrittura poetica, anche da parte di un pubblico giovanile. Quello che non esiste o quasi è un mercato editoriale che proponga percorsi ai possibili lettori. È un tragico corto circuito per cui vengono scritti moltissimi libri (ormai è molto facile pubblicare anche in autonomia, quando ho cominciato io bisognava per forza trovare un editore) ma quasi nessuno di questi ha un pubblico, qualcuno che legga quello che viene stampato. È auspicabile un ritorno delle letture poetiche, ai caffè letterari, cosi come dei festival di poesia che presentino alla platea testi ed autori anche delle nuove generazioni.
Roberto Casati è nato nel 1958 a Vigevano (PV) dove tuttora vive.
Ha pubblicato le raccolte di poesie: Amore e disamore (Edizioni Lo Faro Roma - 1984), Roma e Alessandra (Edizioni Tracce Pescara - 1986), Coincidenze massime (Edizioni del Leone Spinea - 1988), Ipotesi di fuga (Edizioni del Leone Spinea - 1992) il cui inedito è stato segnalato al Premio Montale 1991, In navigazione per Capo-Horn (Edizioni del Leone Spinea - 1999), Carte di viaggio (Guido Miano Editore Milano - 2016), Appunti e carte ritrovate (Guido Miano Editore Milano - 2020), Come armonie disattese (Guido Miano Editore Milano - 2024).
Ha pubblicato testi in varie antologie, tra le quali: Trame della parola (la nuova poesia italiana degli anni ’80) a cura di Antonio Spagnuolo (Edizioni Tracce Pescara - 1985), Discorso diretto – Quaderno 12 a cura di Paolo Ruffilli (Canova Treviso - 1986), Quaderni paralleli di nuova poesia – 2 (Guido Miano Editore Milano - 2000) con una introduzione critica di Enzo Concardi.
La sua attività poetica è recensita in vari repertori letterari pubblicati da Guido Miano Editore: Scrittori Italiani del II Dopoguerra. La poesia contemporanea (1997); Angeli e Poeti. Quaderni di letteratura e arte, vol. 8 (2004); Dizionario Autori Italiani Contemporanei (quinta edizione 2017); Contributi per la Storia della Letteratura Italiana, vol. II (1998), vol. III (2004), vol. IV (terza edizione 2020); Alcyone 2000. Quaderni di poesia e di studi letterari, vol. 14 (2021).
È stato redattore, negli anni ‘90 della rivista Post Scriptum (Edizioni Tracce, Pescara), direttore Ubaldo Giacomucci.
Ha poi fatto parte del Consiglio Editoriale di Opera Prima (Cierre Grafica, Verona), progetto che dal 2003 al 2019 sotto la direzione di Flavio Ermini ha prodotto 40 volumi di poesia ad autori esordienti, attraverso una selezione effettuata tramite la partecipazione ad un concorso poetico.
Suoi testi sono pubblicati su diverse riviste e/o portali che si occupano di poesie, tra cui: Controverso, Fare voci, Il Convivio, Il sarto di Ulm, Kenavò, La Nuova Tribuna Letteraria, L’irregolare magazine, Menabo online, Metaphorica, Nuova Euterpe, Pane e quotidiano, Poesia ultra-contemporanea, Poeti e poesia, Poeti oggi, Poetrydream, Settegiorni, Spiragli.
Hanno scritto della sua poesia, fra gli altri: A. Coppola, F. Piccinelli, G. Barberi Squarotti, M. Ferrante, A. Cappi, P. Ruffilli, P. Codazzi, N. Di Stefano Busà, R. Carifi, G. Ladolfi, G.D. Mazzocato, G. Miano, E. Concardi, N. Pardini, E. Dalla Libera, R. Piazza, G.A. Palumbo.
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