G.D.Mazzocato legge Come armonie disattese - Il sarto di Ulm
Roberto Casati: “Come armonie disattese” – Miano Editore – 2024 – pag. 168 - € 16,00 (prefazione di Enzo Concardi)
Leggo COME ARMONIE DISATTESE, ultima silloge poetica del pluripremiato poeta vigevanese Roberto Casati.
Opera complessa e articolata, matura. Mi rimanda, con garbo prepotente, alla Storia del genere umano, scritto proemiale (ma tra gli ultimi ad essere composti) delle leopardiane Operette morali. Là dove si narra di Giove il quale attiva il suo processo creatore… “ricreato ed eretto l’animo degli uomini, e reintegrata in ciascuno di loro la grazia e la carità della vita, non altrimenti che l’opinione, il diletto e lo stupore della bellezza e dell’immensità delle cose terrene.”
È la condizione umanissima di Casati. La sua capacità di farsi afferrare dallo stupore dell’istante, dall’ineffabile vertigine della meraviglia, dall’abisso del tempo minimo che si dilata e diventa in qualche modo una piccola eternità. E Casati ha la capacità di visualizzare “il colore vero delle parole”. È il nuovo/eterno Adamo che attribuisce un nome ad ogni cosa. Come se il mondo fosse vergine e spettasse a lui, poeta, etichettare, catalogare, passare in rassegna.
Casati ha, dunque, una concezione alta, del dire poetico. Capire le cose segrete e tradurle e rivelarle agli altri. Con un pudore estremo. Sa bloccare l’istante, scandisce con amabilità le parole che gli fanno da confine.
Perché, in fondo, il poeta parla sempre e comunque di territori (centrale alla poetica di Casati è il viaggio come metafora) e il suo compito è costruire una dotazione di parole utili ad attraversarli. Uno zaino, diciamo così, di memorie, di esperienze. Talora fardello, talora rassicurante presenza. Lettura impegnativa, densa di soddisfazioni.
Gian Domenico Mazzocato
